Il media mix “total brand”, destinato alle imprese innovative.
Trattasi, sostanzialmente, del “sistema multimediale integrato” che contempla prima di tutto internet, TV, supplementi periodici, telefonino e radio, ma anche eventi, convegni, corsi e formazione. Una costellazione di prodotti editoriali (talvolta complessiva di giornale free) in grado di sfruttare le potenzialità del marchio aziendale e che le concessionarie di pubblicità, in sinergia con le agenzie di pubblicità e marketing, già ora vendono, o aspirano a vendere, come un insieme organico.Tutto inteso a cementare l’audience degli utenti, ma non solo, a dargli inoltre la possibilità di una visione più ampia indirizzando le informazioni in una galassia di contenuti riferiti ad un unico media brand. Una formula che pone l’accento sul sistema e per cui la concessionaria offre non i singoli prodotti, ma piuttosto un’audience complessiva per la vendita integrata delle testate. Il concetto di “total audience”, formulato per la prima volta due anni fa dal Gruppo L’Espresso, permette alle strutture fortemente verticalizzate di offrire ai clienti e ai centri media opportunità di pianificazioni su diversi mezzi non in concorrenza ma sinergici tra loro. Prenderà sempre più forma, nei listini delle concessionarie, un nuovo medium ibrido che, occupando le diverse occasioni di contatto con il pubblico, sarà in grado di attirare maggiori lettori e servire in modo creativo le esigenze di comunicazione dei brand. Dalla pagina della stampa al video, dalle relazioni pubbliche ondine al podcast. Uno scenario, questo, che può certamente costituire il plus di grandi gruppi editoriali per presidiare il mercato. Concentrazione delle strutture e predisposizione di un insieme composito di canali da vendere agli inserzionisti e su cui comunicare non saranno opzioni a disposizione degli editori più piccoli. Con tutto quello che ne consegue.
|