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Strategia oceano blu e teoria dei vincoli |
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Giovedì 06 Novembre 2008 10:18 |
Lavorare con successo in un mercato senza concorrenza oggi è possibile per tutte le aziende.
Avere un vincolo di mercato significa poter gestire la distribuzione di più prodotti/servizi di quanto il mercato richieda. In questo caso tutti gli sforzi devono essere concentrati nell’area commerciale, dal marketing strategico alla comunicazione, con l’obiettivo di identificare nuove nicchie di mercato e consolidare la presenza in mercati già esistenti. Alla base dell’offerta ci deve essere un continuo ripensamento delle politiche verso il cliente e la comprensione di come esse possano essere modificate. Realtà come Cirque Du Soleil, IKEA, RYAN AIR sono arrivate al successo perché hanno capito che, per far fortuna, le aziende dovranno smettere di farsi concorrenza. Questo è l’unico modo per battere la concorrenza. Strategia Oceano Blu propone una visione del mercato che punta tutto sull’innovazione di valore. La Teoria dei Vincoli propone un modello di innovazione di valore, che guida le aziende nella ricerca di spazi di mercato incontrastati. Attraverso l’unione di questi due modelli, LP Associati Group ha messo a punto un intervento mirato a tutte le aziende che vogliano trovare il proprio oceano blu. Si tratta di un set di strumenti logici che guidano il processo di ragionamento nell’individuazione e nella realizzazione di soluzioni vincenti. L’applicazione di questi strumenti alle attività di marketing e vendite aumenta significativamente la percezione di valore da parte del cliente e ridisegna i confini del mercato. Esempio di Intervento Fase 1 – analisi di mercato • I sintomi del mercato • La nuvola di conflitto per mettere a fuoco il problema del cliente potenziale • Profilazione del target • Definizione degli obiettivi di marketing e comunicazione • Costruzione dell’offerta irrifiutabile Fase 2 – costruzione del piano strategico di sviluppo • Brainstorming e definizione dell’obiettivo • Identificazione degli ostacoli pratici al raggiungimento dell’obiettivo • Predisposizione di un piano di progetto per il raggiungimento dell’obiettivo Fase 3 – predisposizione del piano industriale di business |
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Mercoledì 05 Novembre 2008 10:47 |
TOC. La teoria dei vincoli che Individua il punto critico e aumenta le potenzialità di un’impresa.
Sempre più attuale ed imprescindibile oggi per le aziende è la Teoria dei vincoli (TOC). La Teoria dei Vincoli rende possibile migliorare ed accelerare le performance di un’impresa e rappresenta il migliore approccio possibile al mercato. Una miriade di fattori spinge oggi le imprese ad adottare questo strumento: - La concorrenza globale - La necessità di sviluppare prodotti più nuovi, più innovativi per tenere il passo del mercato - La crescente necessità di aumentare i volumi di vendita a discapito del servizio - L’aumento delle spese globali Ogni azienda ha indubbiamente dei punti critici (o vincoli), spesso uno solamente, che limita le prestazioni di tutta la catena produttiva-commerciale. la Teoria dei vincoli, affiancata da un partner competente in grado di applicarla, riesce a creare valore individuando l’anello debole della catena, aiutando a gestirlo con attenzione e in modo consapevole.Le imprese che sono già entrate in quest'ottica hanno fatto, indubbiamente, il primo passo verso una strategia di marketing vincente. |
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Venerdì 31 Ottobre 2008 16:00 |
La forza di sopravvivenza di un’azienda, si trova già dentro l’azienda stessa (part 2)
L’innovazione di valore è più di una semplice innovazione: rappresenta una strategia che abbraccia l’intero sistema delle attività di un’azienda. L’innovazione di valore richiede alle aziende di orientare l’intero sistema per arrivare a un aumento significativo del valore creato, per gli acquirenti e per se stessi. La blue Ocean Strategy In questo senso va ben oltre l’innovazione tecnologica o un approccio commerciale pionieristico, invitando a riflettere non sulle modalità per battere la concorrenza, bensì su quelle per renderla irrilevante, guardando soprattutto ai non clienti e creando nuovi spazi di mercato. Con questo approccio mentale è possibile superare i confini tradizionali del proprio settore di riferimento per esplorare nuovi territori e nuove modalità con cui costruire la propria proposta valore. L’azienda per applicare tutto questo deve, ovviamente, essere affiancata da competenze straordinarie, sia per quanto riguarda lo sviluppo delle risorse interne che per il marketing e la comunicazione. Negli ultimi anni l’approccio al marketing è drasticamente cambiato, proprio per favorire queste nuove metodologie che, se applicate correttamente, consentono all’azienda di rigenerarsi e di essere lungimirante per il futuro della propria attività. |
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Giovedì 30 Ottobre 2008 09:33 |
La forza di sopravvivenza di un’azienda, si trova già dentro l’azienda stessa (part 1)
Immaginiamo un oceano in cui la lotta tra gli squali tinge le acque di rosso. Non c’è spazio per tutti, sono troppi e si uccidono per la sopravvivenza. Immaginiamo ora un oceano blu, tranquillo, con qualche squalo che nuota e che si gode un ambiente tutto per sé in cui crescere e proliferare. Dove preferireste trovarvi? Gli oceani blu sono tutti i settori che oggi non esistono. Benché a volte si dia vita a un oceano blu allontanandosi molto dagli attuali confini del mercato noto, nella maggior parte dei casi ciò avviene partendo dagli oceani rossi e ridefinendo tali confini. Negli oceani blu la concorrenza è irrilevante perchè le regole del gioco sono tutte da inventare. Sopravvivere negli oceani rossi battendo i concorrenti resterà sempre un obiettivo imprescindibile per ogni azienda in quanto tali spazi di mercato manterranno la loro importanza, ma non è questo il terreno in cui si riesce a fare la differenza. L’imprenditore ha il dovere di generare valore attraverso la sua attività e per farlo deve dedicare il suo tempo alla ricerca degli oceani blu. Come? Facendo innovazione di valore con la blue Ocean Strategy. |
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Martedì 14 Ottobre 2008 17:54 |
L’Era della “Attraction Economy”.
E’ finito il tempo del business e del business to consumer, siamo passati all’era del “people to people”, dove hanno successo quei brand che riescono ad attrarre, interagire, coinvolgere. Mettere al centro le emozioni, perché le emozioni conducono alle azioni tenendo sempre presente che è il consumatore che guida il mercato, anzi, anche “consumatore” è un termine che appartiene al passato, il termine corretto ed attuale che lo definisce è “persona”. E di questa persona bisogna scoprire ciò che sente. L’attraction economy si fonda sull’interazione e sulle emozioni. Le persone vogliono interagire coi brand, collaborare a crearli, rispecchiarvisi. ROI, cioè Ritorno dell’Investimento, diventa Ritorno di Coinvolgimento. Le nuove strategie delle aziende si devono dunque basare su corporate image che arrivino al cuore delle persone, riuscendo a creare un legame intimo col prodotto. Ed i punti vendita divengono il naturale proseguimento di queste scelte poiché li nascono l’80% delle decisioni d’acquisto. Solo per i beni commodity una persona entra in un negozio già con una lista di cose da comprare, in tutti gli altri casi è la potenza emotiva del lovemark ad attrarre, a suscitare curiosità, a guidare l’atto d’acquisto, generando in questo modo empatia. |
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