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Giovedì 22 Maggio 2008 10:52 |
Globalizzazione dei mercati? No grazie, per l’impresa italiana del futuro.
Secondo un articolo pubblicato da Il Mondo e ispirato da una ricerca di Ibm, i Ceo di 31 grandi realtà produttive italiane (tra 1.130 di tutto il mondo) esprimono il proprio parere sul futuro dei mercati e delle imprese di casa nostra. Alla domanda più importante: “Quanto cambierà l’impresa e quanto siete preparati a questo mutamento?”... l’83% dei manager totali intervistati dice che nei prossimi anni ci sarà una trasformazione importante. Per l’11%, il cambiamento sarà moderato. Il 61% è pronto ad affrontare il cambiamento. Gli italiani che vedono un futuro molto diverso da oggi sono il 76%, sicuri di gestirlo il 67%. Secondo Ibm i manager italiani accettano meno sfide e si concentrano sui mercati noti (europei); emerge infatti un sistema imprenditoriale maggiormente legato ai mercati conosciuti. “Quasi il 60% dei manager mondiali mette al primo posto un forte cambiamento delle capacità delle aziende, prevedendo profondi cambiamenti interni. Fra gli italiani solo il 29% la pensa così. Se il 61% progetta di entrare in nuovi settori (76% francese, 72% spagnolo), il 57% degli intervistati ritiene importante mantenere radicata e localizzata la propria brand e il prodotto, invece di gestire il tutto in un’ottica globale dei mercati. |
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Martedì 20 Maggio 2008 18:28 |
Le nuove tecnologie si trasformano in nuovi strumenti di comunicazione con strategie di marketing e piani operativi innovativi.
Computer di casa, da ufficio, portatile blackberry e telefonino... strumenti sempre più aggiornati, nuovi mezzi con cui comunicare prodotti e servizi d’impresa.Una rivoluzione sta imperversando nel mondo dei media e delle tlc, la convergenza abbatte le barriere tra fisso e mobile, offrendo nuove opportunità. Le connessioni ad alta velocità integrate da una tecnologia dove nulla sarà impossibile, aprono nuovi scenari e nuovi tipi di intrattenimento per il consumatore. L’offerta mediatica e comunicativa si evolve, si progettano nuovi format pubblicitari e strategie che permetteranno di raggiungere il consumatore, si determinano nuovi modelli di business. La sfida futura degli operatori wireless sarà quella di riuscire ad attrarre i digital custumer. Dovranno sapersi posizionare in un ecosistema in evoluzione trovando modelli innovativi di business da cui ricavare del valore, modificando anche i propri modelli di costo. |
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Lunedì 19 Maggio 2008 16:45 |
La responsabilità sociale di un’azienda, diventa strumento di vendita.
Oggigiorno i consumatori in generale manifestano una crescente attenzione alla dimensione etica e sociale dell’agire d’impresa. Il consumatore spesso pretende che l’azienda, di cui compra i prodotti o di cui gode i servizi, sia impegnata in campo sociale (rispetto del lavoro e prevenzione) e soprattutto (da produttore) che non inquini l’ambiente. Desidera inoltre che sia addirittura dotata di una certa integrità e cultura votata alla difesa del non inquinamento o del sociale. Lo strumento si chiama Corporate social responsibility, in continua crescita ed evoluzione, contiene varie dimensioni e sfaccettature d’utilizzo. Consigliamo agli imprenditori, se attirati dal CSR, di affidarsi a strutture competenti e avvezze all’utilizzo per coniugare al meglio piani operativi e strategie di mercato. Inserito nel business plan di un’azienda è uno strumento di finanza innovativa che potrebbe convincere le banche ad ottenere finanziamenti. |
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Benefici di processo e relazione |
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Venerdì 16 Maggio 2008 17:15 |
L'evoluzione del target nei confronti dell'acquisto.
In molti settori di vendita i Benefici funzionali dei prodotti stanno assumendo ruoli secondari rispetto ai Benefici di processo e relazione.I benefici di processo influiscono nell’atto di vendita o transizione del prodotto, rendendo il tutto più semplice, veloce e soddisfacente.I Benefici di relazione offrono un vantaggio al cliente che rivela le proprie abitudini all’acquisto.Entrambi gli strumenti eliminano stress, complicazioni e perdita di tempo e spesso diventano la discriminante di acquisto. Attenzione al proprio target quindi, anche nel breve periodo potrebbe avere cambiato gusti e abitudini... |
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Giovedì 15 Maggio 2008 12:01 |
La comunicazione di prodotto è parte integrante del prodotto stesso.
Noi esperti del settore lo abbiamo sempre saputo, ma oggigiorno è veramente imprescindibile dividere le due entità. “Nel mondo odierno comunicare non è più qualcosa di accessorio, ma è parte essenziale del prodotto. Un valore aggiunto indispensabile, a maggior ragione per le nostre Pmi”, dice il Presidente della Camera di Commercio Milanese Carlo Sangalli in una sua dichiarazione a “il Mondo”. Le imprese che funzionano hanno bene in mente l’importanza della comunicazione all’interno dell’azienda e al di fuori di essa, ma direi che ovunque si nota una maggiore attenzione. Quando si parla di innovazione oggi non si pensa solo alla filiera produttiva, ma anche a un modo di fare impresa, che è comunicare l’impresa”. Che altro aggiungere... se non il fatto che le imprese che funzionano o che vogliono funzionare, sanno che, date le sempre più crescenti difficoltà del mercato e la concorrenza ancora più agguerrita, bisogna affidarsi a partner esperti in strategie di mercato-comunicazione pronti ad aggiungere competenze straordinarie alle già straordinarie competenze nella filiera produttiva dell’imprenditore. Sviluppando piani strategici e operativi di comunicazione, ma anche di finanza innovativa mirati all’ottenimento di finanziamenti. |
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