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Etica d’impresa part 1
Venerdì 06 Giugno 2008 16:55

L’organizzazione e i finanziamenti di un’azienda, convergono oggi, verso un’etica d’impresa innovativa.

Il sistema si evolve, le aziende che vivono l’innovazione quotidianamente si direzionano verso concezioni etiche che incorporano le finalità profonde dell’agire d’impresa, intesa in primis come missione produttiva mirata al soddisfacimento dei bisogni morali del target, visto come individuo e come collettività. L’impresa che innova il suo prodotto o i suoi servizi deve inverstire in etica, moralità e trasparenza, deve essere un punto di riferimento che riceve consensi e appoggi. Sviluppare piani di mercato che ascoltino il target e che ne rispettino i valori e la sensibilità: tutto questo è innovazione e creazione di valore.

Il percorso etico dell’impresa però non riguarda solo l’aspetto esteriore, ma anche quello interiore, lo sviluppo delle risorse interne, l’ottimizzazione delle fasi produttive e la “culturizzazione” del processo.

 
Licensing
Giovedì 05 Giugno 2008 17:36

Quando un marchio di valore apre a nuovi modelli di business.

Parliamo di brand extension e line extension dell’utilizzo di marchio di un prodotto esistente.Qual'è la loro reale differenza? Entrambe riguardano l’espansione di un marchio ma seguono due strade diverse. La line extension prevede l’uso del marchio per un nuovo articolo della stessa famiglia di prodotti (un olio da bagno che prende il nome di un profumo), la brand extension consiste invece nell’introduzione di un prodotto o servizio in una categoria completamente diversa rispetto a quella in cui si era sviluppato il marchio (il nome del profumo che dà il nome a una linea di abbigliamento). Molto spesso un’azione di brand extension comporta il ricorso al licensing, e cioè concedere ad un licenziatario il diritto d’uso del marchio stesso, riservandosi comunque il controllo sulla qualità dei prodotti sui quali il licenziatario appone il marchio. Il licensing produce un incremento della notorietà del marchio (brand awareness). Avere più prodotti sul mercato che portano lo stesso marchio significa infatti avere più persone che vedono lo stesso marchio.

In ultima analisi se a monte l’azienda ha attuato piani operativi innovativi mirati ad una scelta strategica di mercato ottimale, vedrà aumentare la conoscenza del proprio marchio sia in termini quantitativi sia qualitativi.

 
Le strategie di mercato del futuro
Mercoledì 04 Giugno 2008 15:11

Dal 2010 i piani strategici delle aziende conterranno investimenti ecosostenibili.

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Secondo recenti studi americani, siamo di fronte ad una nuova era del post-industriale: tutte le imprese e la distribuzione dovranno confrontarvisi seriamente sin dal 2010.

Il marketing stesso subirà di conseguenza modifiche dalle proprie fondamenta: fra il 2010 e il 2015 le tradizionali basi del marketing mix (Prodotto, Prezzo, Posto, Promozione) diventeranno meno rilevanti rispetto alle nuove basi della Green Economy (Pianeta, Persone, Profitti) che renderà vincenti quelle imprese che si adegueranno.

Le imprese che vorranno continuare con la creazione di valore si dovranno premunire di business plain per accedere a finanziamenti innovativi e strategie di mercato-operative performanti con gli anni a venire. Il prossimo nuovo mercato, vedrà l’entrata prepotente delle nuove generazioni, e per gli adolescenti di oggi le tematiche ambientali sono così centrali da essere stati definiti Green Generation.

Ma anche già da oggi ormai l’inadeguatezza del capitalismo che genera ricchezza finanziaria a scapito dell’ambiente ha raggiunto la massa critica dei consumatori e le aziende più competitive e più sensibili all’argomento studiano già nuove strategie d’impresa.

 
Le strategie di mercato del futuro
Mercoledì 04 Giugno 2008 15:10

Dal 2010 i piani strategici delle aziende conterranno investimenti ecosostenibili.

Secondo recenti studi americani, siamo di fronte ad una nuova era del post-industriale: tutte le imprese e la distribuzione dovranno confrontarvisi seriamente sin dal 2010.

Il marketing stesso subirà di conseguenza modifiche dalle proprie fondamenta: fra il 2010 e il 2015 le tradizionali basi del marketing mix (Prodotto, Prezzo, Posto, Promozione) diventeranno meno rilevanti rispetto alle nuove basi della Green Economy (Pianeta, Persone, Profitti) che renderà vincenti quelle imprese che si adegueranno.

Le imprese che vorranno continuare con la creazione di valore si dovranno premunire di business plain per accedere a finanziamenti innovativi e strategie di mercato-operative performanti con gli anni a venire. Il prossimo nuovo mercato, vedrà l’entrata prepotente delle nuove generazioni, e per gli adolescenti di oggi le tematiche ambientali sono così centrali da essere stati definiti Green Generation.

Ma anche già da oggi ormai l’inadeguatezza del capitalismo che genera ricchezza finanziaria a scapito dell’ambiente ha raggiunto la massa critica dei consumatori e le aziende più competitive e più sensibili all’argomento studiano già nuove strategie d’impresa.

 
Nuove prospettive per le aziende
Martedì 03 Giugno 2008 10:51

Expò 2015, orgoglio d’Italia

L’ultima volta è stato nel 1906 sempre a Milano. Dopo 102 anni ospiterà l’esposizione mondiale dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 e avrà come tema “Feeling the Planet, Energy for Life”.Questo prestigioso appuntamento impegnerà ancor di più il nostro paese nella ricerca di soluzioni innovative e condivise per migliorare la qualità di vita dell’essere umano, che riguardano la salute, l’ambiente e la formazione di spazi per un futuro sostenibile. Tutte le imprese produttrici, le istituzioni pubbliche, le associazioni umanitarie, le organizzazioni non governative dell’intera filiera agro-alimentare sono chiamate a prendere parte allo sviluppo dei sistemi economici e sociali di tutto il pianeta. Inoltre, saranno in mostra anche le frontiere della scienza e della tecnologia con l’obiettivo di preservare la biodiversità, l’ambiente e l’ecosistema dell’agricoltura per poter garantire a tutti qualità e sicurezza del cibo.L’Expò 2015 offrirà una grande opportunità di comunicazione e di promozione alle imprese alimentari, alla catena della logistica e della distribuzione, ai centri di ricerca e alle aziende che saranno chiamate a valorizzare le innovazioni e le tecnologie produttive, accrescendo le competenze professionali dei loro dirigenti e dei loro dipendenti.Ancora numeri: 120 i paesi espositori, 160mila i visitatori previsti al giorno e 29 milioni quelli complessivi. Sono già stati stanziati oltre 4,1 miliardi di euro di finanziamenti per la realizzazione dell’evento, altri 10 miliardi per le infrastrutture e la previsione è di 4/4,5 miliardi di indotto.Davvero un occasione da cogliere al volo.

 
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