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Lunedì 10 Maggio 2010 12:46 |
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La comunicazione contemporanea di LP Associati Group sbarca sui Social Network

La comunicazione tra persone è cambiata, e con essa il modo in cui le aziende devono comunicare alle persone.
Lp associati è certa che oggi pochi dei professionisti che si occupano di marketing e comunicazione abbiano bisogno di essere convinti che i Social Network rappresentano strumenti strategici di comunicazione, all’interno dei quali si possono sviluppare strategie di marketing relazionale orientate alla fidelizzazione dei nuovi consumatori.
Piattaforme come Facebook, Twitter, Youtube, Flickr e molte altre, hanno rivoluzionato il modo in cui la comunicazione si attiva, si diffonde, si condivide.
I social media, in definitiva, sono i media delle persone: territori sociali in cui la comunicazione non è più univoca, da azienda a cliente, ma è fatta di contenuti prodotti dai consumatori stessi.
Da one2many, la comunicazione diviene many2many.
Integrando contenuti, tecnologia e aspetti sociali, i Social Media possono essere inseriti nel media mix delle aziende, e possono rappresentare uno strumento potentissimo per creare brand culture e reputazione aziendale attraverso la co-creazione, la relazione e l’attivazione di un passaparola spontaneo.
Perché, dunque, un’azienda dovrebbe inserire il Web 2.0 nella propria strategia di comunicazione?
Alimentare la Brand Culture: creare e aumentare la conoscenza del proprio brand;
Attivare passaparola e monitorare lo scambio di opinioni: il 90% dei consumatori ritiene che il passaparola sia la più affidabile tra le fonti di informazione su un prodotto o un’azienda;
Promuovere: fornire informazioni, aggiornamenti sui prodotti, comunicare promozioni, eventi,…;
Creare relazioni: coinvolgere il target in una conversazione duratura;
Ottenere input: ricevere feedback dai contatti e capire di cosa hanno bisogno;
Creare Brand Evangelism: incoraggiare i propri contatti a coinvolgere i propri amici.
Visita la nostra pagina Facebook e partecipa alle nostre discussioni in tema di marketing e comunicazione contemporanea:
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Lunedì 03 Maggio 2010 12:55 |
Ethical Marketing sul web: l’importanza di comunicare la responsabilità sociale online.

Ai giorni nostri l’attrattività di un prodotto o di un brand si basa fortemente sulla reputazione e sul grado di responsabilità dell’azienda a cui sono riferiti.
Al tempo stesso, la crescente importanza della presenza online delle aziende, nel mondo del web e del web 2.0, impone una riflessione sull’importanza di comunicare tali valori anche in rete.
Nel contesto attuale, infatti, il sito web aziendale, è lo strumento attraverso cui creare una relazione basata sulla trasparenza, la coerenza, l’efficacia e la completezza dell’informazione.
Una logica che vale per ogni tipo d’impresa e per ogni dimensione della sua attività, ed in particolare per la responsabilità sociale, o CSR (corporate social responsibility).
Un recente studio ha indagato in merito alla struttura ideale della comunicazione etica su un sito web aziendale, evidenziando come gran parte degli intervistati ritenga importante la presenza nel sito web di una sezione specifica dedicata alla responsabilità sociale dell’impresa.
Guardando al Web 2.0, è indispensabile considerare anche la variabile dell’interattività, una dimensione che da sola può essere in grado di decretare il successo o l’insuccesso di un’iniziativa di comunicazione on-line. A tal riguardo, il blog aziendale emerge come un ottimo strumento di relazione attraverso il quale comunicare anche le politiche aziendali di marketing etico e di green marketing.
La capacità di comunicare efficacemente le proprie politiche di CSR attraverso il sito web aziendale, dunque, è destinata ad essere sempre più rilevante per un’azienda.
I modi per farlo non attengono solo ai contenuti, ma anche ai canali, agli strumenti, alle soluzioni grafiche e interattive che si scelgono.
Un piano efficace di ethical marketing, quindi, consente di evitare il rischio di pubblicare una “etica cosmetica”, fatta solo di immagine, raggiungendo, invece l’obiettivo di valorizzare i contenuti e di trasformarli in vantaggio competitivo per l’impresa attraverso strategie di comunicazione contemporanea.
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Giovedì 21 Gennaio 2010 09:45 |
Le aziende devono fare di più in rete... ancora pochi contatti con i clienti
In una situazione di grande consapevolezza dell’utilizzo di internet da parte degli italiani, con una continua e costante crescita verso l’alto, le aziende latitano nell’approfittarne. Gli italiani sono sempre di più consumatori multicanale nei processi di interazione con le aziende. Si estende infatti, l’importanza dei blog e dei social network nelle fasi del processo di informazione su un prodotto e di acquisto. Aumenta il numero di consumatori che si recano in un punto vendita per “toccare con mano” l’oggetto dei desideri e poi acquistarlo su internet. Un orientamento confermato dai dati: per il 21% degli italiani internet è la principale fonte di informazioni, il 27% legge informazioni e opinioni su forum e blog, il 15% non acquista se riscontra un giudizio negativo nella rete.
La progressiva familiarità dimostrata dagli utenti del web nel co-creare e dare valore non è seguita e sfruttata dalle aziende. Le aziende italiane, per la stragrande maggioranza, non sono consapevoli e anche se lo diventano, difficilmente agiscono in modo mirato ed efficace. Il web non è un’estensione del canale tradizionale, ma un segmento a parte che non tutte le strutture di comunicazione tradizionali o web agency, sanno sfruttare o consigliare ai propri clienti...
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Giovedì 26 Novembre 2009 09:09 |
Il marketing non convenzionale: massimo impatto al minimo dei costi per una comunicazione contemporanea.
Ormai fa parte delle strategie di molte aziende, il marketing non convenzionale o “guerrilla”, una guerra condotta con mezzi non convenzionali. La filosofia di questa nuova forma di strategia è ben chiara, usare qualsiasi mezzo a basso costo o a zero costo per arrivare al massimo risultato possibile.
Il marketing non convenzionale, se usato in modo competente, di solito non sostituisce i mezzi di comunicazione tradizionali, bensì li affianca. Le aziende quindi possono far leva su forme di comunicazione insolite come il passaparola tra blogger, o la co-creazione, o il viral, ecc... In ogni caso tutto deve concorrere a creare un legame solido con il cliente rompendo gli schemi del tradizionalismo e della staticità.
Le grandi aziende hanno già cominciato a sviluppare piani contemporanei comprensivi di marketing non convenzionale. La propensione è veicolata dalla necessità di dover lanciare con originalità e in modo impattante nuovi prodotti, così come dalla saturazione dei mezzi tradizionali e dalla ricerca di un contatto più ampio con un target giovane... ma le potenzialità sono decisamente più ampie e fruibili da molti più target. Presto anche le medio-piccole imprese cominceranno a fare “guerrilla”.
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Martedì 09 Giugno 2009 17:45 |
L’architettura eco-sostenibile delle sedi aziendali (Green headquarter) diventa comunicazione etica verso il target
Il consumatore oggi manifesta sempre più sensibilità verso tutte le tematiche che coinvolgono gli aspetti ambientali. Molte aziende oggi si avvicinano ai propri clienti costruendo o restaurando sedi e filiali con principi di edilizia sostenibile e di bioarchitettura. Un processo di apertura culturale che diventa vera è propria strategia di marketing e di approccio al mercato con un incremento qualitativo di vantaggio competitivo o di riposizionamento. Le società, quindi, si impegnano nel raggiungere gradi di eticità sempre più elevati che le possano rendere, agli occhi del target, sempre più appetibili e gratificanti, più vicine e in grado di condividere gli stessi interessi. Ci sono anche altri aspetti di eco-marketing che vanno per la maggiore, come: la tracciabilità del prodotto, la riduzione delle emissioni di CO2 nella produzione, la sicurezza sul lavoro, la collaborazione con organizzazioni Onlus, ecc... Il problema che si evidenzia oggi, è rappresentato dal fatto che la stragrande maggioranza di queste iniziative ecosostenibili non vengono comunicate o comunicate in modo approssimativo. Il motivo principale è che le imprese conoscono poco il consumatore, agiscono per istinto e per credo personale, ma spesso ignorano i ritorni in fatto di crescita di valore del prodotto sul mercato. Secondo una ricerca, il 32% degli italiani ritiene di conoscere le aziende sostenibili, mentre il 68% ne ignora l’identità ambientalistica. Fondamentale quindi per tutte le aziende diventa conoscere a fondo i propri clienti, ma ancora di più l’evoluzione dei consumatori in generale... affidandosi a partner competenti e aggiornati in marketing strategico e comunicazione, allo scopo di sfruttare al massimo i propri investimenti architettonici. |
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