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Venerdì 01 Agosto 2008 11:45 |
Il Sale and Lease back. Uno strumento di finanziamento decisamente funzionale.
Il contratto sale and lease back (più comunemente noto come lease back) è un contratto atipico attraverso il quale un’azienda cede, contro il pagamento di un prezzo pattuito, un proprio bene ad una società di leasing, al fine di riottenerlo in locazione, contro il pagamento periodico di un canone fisso, e con il diritto di riscattarlo alla fine del contratto stesso. Le imprese scelgono di ricorrere al lease back in ragione delle seguenti finalità: a) Smobilizzare un investimento in un bene mobile o immobile, liquidandolo per un ammontare prossimo al valore di mercato (lo scarto applicato è di solito minore rispetto a quello che si subirebbe nel caso in cui il bene venisse costituito a garanzia di un finanziamento); b) Riacquistare il bene con un pagamento dilazionato sotto forma di canoni; c) Migliorare, almeno da un punto di vista formale, la posizione finanziaria netta. Per un certo periodo l’Amministrazione Finanziaria non riconosceva la deducibilità dei canoni di locazione (per l’azienda) e le quote d’ammortamento (per la società di leasing) relativi ad un’operazione di lease back in quanto considerava il contratto nullo perché in violazione del divieto di patto commissorio. Più recentemente è intervenuta la Corte di Cassazione che si è pronunciata in modo favorevole circa la liceità del lease back, definendolo un contratto con una propria autonomia strutturale e funzionale. In virtù di tali pronunce giudiziali è stata nuovamente ammessa la deducibilità dei canoni di locazione e delle quote di ammortamento nella misura e nella forma prevista per tutti i contratti di leasing. |
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Venerdì 01 Agosto 2008 11:43 |
Il vero “consiglio per gli acquisti” di chi va al cinema.
E’ uno strumento efficace di comunicazione aziendale che ha contribuito a far nascere professioni, agenzie specializzate e tecniche di comunicazione attorno al mondo dei film. Suo grande pregio è inserire il marchio o il prodotto in una situazione di realtà, all’interno di un flusso narrativo dove i personaggi oltre al consumo o uso hanno una storia da raccontare e condividere con lo spettatore.Ne esistono 3 tipologie, verbale, visuale ed integrato.Se è integrato e coerente con la sceneggiatura viene ben accettato dai registi che lo trovano un elemento caratterizzante dei loro personaggi. Diversamente il risultato è spesso deludente, sia per l’azienda che per lo spettatore che lo percepisce come un elemento di intrusione.Un buon Product Placement si realizza quando il prodotto pur essendo presente nel film non viene percepito come un messaggio pubblicitario ma come un completamento caratteriale del personaggio, aumentandone di conseguenza i contenuti. Con gran soddisfazione dell’azienda che ha scelto il Product come strategia di marketing.In USA, il Product Placement viene fatto a teatro, al cinema, in televisione, nei video musicali, nei video games e nei libri. In Italia per ora è il cinema lo strumento più efficace, ma ben presto si farà strada anche in televisione. |
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Venerdì 01 Agosto 2008 11:41 |
Costruire una relazione “stretta” con il proprio target.
Non è solo mostrare una marca in un contesto, è creare un contesto che riflette il mondo della marca e la sua personalità, coinvolgendo e divertendo il target di riferimento. È il modo ideale per proporre mondi coerenti alla marca capaci di attirare l’interesse di alcune fasce di consumatori più resistenti all’advertising tradizionale, ma anche per utilizzare in modo efficace i canali di distribuzione alternativa (la possibilità di comprare il prodotto che appare in un programma mentre lo si guarda), per costruire una relazione stretta con il proprio target e per generare viral marketing.La comunicazione aziendale deve essere sempre un passo avanti, le imprese devono trovare sempre nuove soluzioni di utilizzo integrato dei media, programmando al meglio i propri piani operativigrazie a finanziamenti aziendale mirati. Nel fine ultimo di creare una relazione stabile con il cliente, utilizzano i nuovi media e la marca diviene “intrattenimento”.E’ necessario dare continuità alla comunicazione di una brand, creare una relazione-interazione con le persone che mantenga viva e diffonda la cultura della marca e il Branded Entertainment è una forma di comunicazione che riesce a rompere la barriere dell’affollamento superando il problema della frammentazione mediatica. |
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Venerdì 01 Agosto 2008 11:37 |
Le nuove funzioni dell’area finanza in azienda. Part 2
- Fungere da catalizzatore per l’introduzione in azienda di nuove soluzioni informatiche, che consentono di catturare le informazioni necessarie in tempo reale e di rielaborarle a piacimento; in tal modo sono poste le basi per conferire in outsourcing ad operatori specializzati quelle parti dei processi operativi che non abbiano contenuto o rilevanza strategica, liberando ulteriormente risorse per il core business. - diventare un centro di eccellenza nella fornitura di servizi (shared service centre) non solo a supporto del business, ma anche all’interno di un network virtuale di aziende, allargando la propria influenza alle consociate, alle entità legate in accordi particolari (joint-venture), ai clienti e fornitori di rilevanza strategica ,ecc. L’abilità nel ritagliarsi un nuovo ruolo dipende però dalla capacità delle risorse umane di ridefinire i propri valori e le competenze, in linea con la nuova missione aziendale. All’interno della nuova configurazione dei processi dell’area Finanza vi è spazio sostanzialmente per i seguenti trend di sviluppo: - approfondimento delle attività a maggior contenuto strategico attraverso la formalizzazione delle attività di gestione della struttura finanziaria dell’impresa con la costituzione di un ufficio interno di capital market finalizzato alla gestione dei processi legati all’approdo (quotazioni, emissioni di corporate bond, securitisation) e alla presenza dell’azienda sui mercati finanziari (investor relation); - allargamento dello «scope» delle attività di tesoreria attraverso l’acquisizione d’attività connesse alla gestione degli alti rischi ed una maggiore presenza a supporto delle decisoni di business - utilizzo della leva tecnologica per automatizzare e snellire i processi operativi di tesoreria, quali gli incassi, i pagamenti, la raccolta e la registrazione delle informazioni, la predisposizione della reportistica, grazie all’introduzione di sistemi di tesoreria collegati con i sistemi contabili (treasury management system), processi integrati con il mondo bancario(piattaforme internet e processi integrati), stazioni di pagamento internazionali( payment station) per uniformare procedure, tempi e condizioni di pagamento. |
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Venerdì 01 Agosto 2008 11:34 |
Le nuove funzioni dell’area finanza in azienda. Part 1
Oggigiorno gli obiettivi ed i contenuti della funzione Finanza in azienda si sono estremamente arricchiti ed hanno spostato il focus della funzione verso le attività a maggiore rilevanza strategica potendo sfruttare le innovazioni di processo (centralizzazione della funzione, automazione dei processi operativi, cessione in outsourcing di fasi non critiche dei processi) per ridurre il peso delle attività a contenuto prettamente operativo. In particolare l’area Finanza può: - acquisire ancora maggiore rilevanza nel supporto al processo decisionale e nel tentativo di focalizzare gli obiettivi e le performance aziendali sulla creazione di valore. Per fare ciò è necessario coinvolgere in azienda le risorse che consentano di gestire il processo evolutivo orientato alle variabili del valore e che facilitano il trasferimento delle competenze, supportando le loro azioni con un adeguato piano di formazione; - promuovere internamente (alta direzione e azionisti) e verso l’esterno (istituti finanziari, clienti, fornitori...) l’accesso al mercato dei capitali, sia in forma di capitale proprio (quotazione in Borsa), sia sotto forma di capitale di debito (obbligazioni corporate), per ottimizzare le fonti finanziarie a disposizione dell’impresa e garantire all’azienda maggiore indipendenza. |
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