Siti web Brescia
Formule integrate di comunicazione
Mercoledì 01 Ottobre 2008 16:28

È il momento dei multimedia storyteller.

Credibilità e blasone non sempre sono sufficienti. Calo di lettori e diminuzione della raccolta pubblicitaria segnano la sofferenza di quotidiani e magazines che subiscono sempre di più l’accerchiamento dell’informazione immediata, tempestiva e gratuita del web. A loro volta gli investimenti pubblicitari, invariabilmente a favore dei grandi numeri, sono attratti dalle vaste audience composte attorno ad internet da target interessanti per fasce d’età e condizione socio-economica.

Allora se è vero il detto “tieni cari gli amici, ma ancora di più i nemici”, molte aziende editoriali hanno ridotto la concorrenza pericolosa del web, accorciando le distanze con la rete per produrre sinergie e infine guadagno. Con l’assunzione del modello di business del “multimedia storyteller”, in cui la chiave del successo non è il mezzo ma il messaggio da esso declinato, Vogue America ha registrato lo scorso settembre il record di ben 727 pagine pubblicitarie. Una testimonianza, certo, della sete di pubblicità della stampa di settore, ma soprattutto della validità delle formule integrate: la maggior parte degli inserzionisti, infatti, ha acquistato anche la presenza online, mostrando in sfilata le proprie collezioni, oltre che promuovendole in un portale di vendita. Condè Nast, editrice in Italia dell’omonima testata fashion, ha creato, sotto la guida di un manager di internet come Massimo Crotti, una direzione generale apposita per il web. Ne è nato un sito ombrello, Style, emanazione di tre brand: Vogue; Glamour e Vanity Fair.

Una sorta di contenitore che, mutuando gli argomenti elaborati dalle tre redazioni offline, possa intercettare in un una popolazione femminile dai 18 ai 45 anni alte quote di utenti unici tra le non lettrici delle versioni cartacee. In sostanza, la declinazione online ha la duplice finalità di allargamento del target e di ampliamento delle funzioni di servizio.