|
Lunedì 14 Luglio 2008 17:08 |
Ristagno delle vendite? Passateparola!
Sono passati più di 25 anni da quando nel 1982 il jingle, di un noto ammorbidente inglese, inneggiava alla pratica del passaparola. Da allora l’atto di influenzare gli acquisti esercitato da consigli di persone fidate, il passaparola appunto (o Advocacy), continua a essere uno dei principali motori di spinta agli acquisti. Lo si evince anche da una ricerca messa a punto da Weber Shandwick sugli effetti della brand advocacy, ovvero la forza del passaparola generato dagli ambasciatori di un marchio, sul mercato odierno. Basata su oltre 4.000 interviste ondine condotte su un campione di consumatori di quattro paesi europei(Gran Bretagna, Germania, Spagna e Italia), l’indagine analizza cinque categorie merceologiche quali televisori, telefonia mobile, personal computer, automobili e alcolici sottolineando quanto l’advocacy sia un elemento chiave per la crescita di un brand ed in grado di essere 5 volte più efficace di strumenti convenzionali di promozione per la capacità di generare nuovi e fedeli clienti.Come un contagio il passaparola si apre la strada tra i mercati sempre più frammentati facendo perno sulla fiducia che il destinatario del messaggio ripone nella sua fonte di informazioni, nonché sull’essenza informale delle opinioni scambiate. Trova, inoltre linfa vitale nelle nuove forme di comunicazione potenziate dal web per mezzo delle quali assume una velocità e un’amplificazione maggiori rispetto al passato. Altamente efficiente, l’advocacy sta ampiamente dimostrando la sua efficacia nell’atto di vendita tanto da convertire il 50% delle attività di passaparola in acquisti.
|